Alba

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sabato 18 maggio 2013

Sentirsi finalmente parte attiva della cittadinanza di Alba

Rinnovamento Civico è il nome del nuovo movimento albese che, sorto per iniziativa popolare, intende occuparsi della questione civica relativa al proprio territorio. In che modo? Dedicando il proprio tempo ad individuare le esigenze e le criticità che caratterizzano l’ambiente urbano. Il nostro movimento nasce grazie al contributo partecipativo di cittadini albesi che, mossi dal comune animo di occuparsi del territorio in cui vivono nonché delle questioni ad esso afferenti, anche di carattere amministrativo, hanno condiviso l’idea di aggregarsi al fine di costituire un movimento in grado di dare voce all’esigenza di sentirsi parte attiva di un territorio ricco che sta sempre più perdendo la propria individualità e la propria essenzaParliamo di “esigenza di sentirsi parte attiva” perché un cittadino che non ha l’esigenza e l’interesse di sapere quello che accade nella propria città e di contribuire affinché tutto sia migliorato, rischia di contribuire indirettamente al declino della città stessa. Un interesse ed una esigenza che oggi noi cittadini stiamo sempre più perdendo per via delle continue delusioni che siamo costretti a subire per colpa dell’apparato che ci governa.  
Ecco perché noi riteniamo che sia opportuno preliminarmente informare i cittadini anche qualora gli stessi abbiano perso l’interesse di farlo da se. In poche parole cercheremo di portare noi direttamente l’informazione facendoli sentire parte attiva dell’aggregato urbano mediante convegni, incontri e quant’altro sarà possibile fare. Oggi non siamo qui per fare politica ma siamo qui perché ciascuno di noi è stato toccato dall’esigenza di dare il proprio contributo per migliorare la nostra citta. Usando un termine religioso possiamo definirlo come una vocazione (una chiamata interiore, frutto dell’amore per il proprio territorio). Ho deciso di aderire a questo movimento poiché, mosso da un forte risentimento per le notizie che preannunciavano la dipartita del Tribunale di Alba (foro presso il quale svolgo la pratica forense) sentivo la necessità di intervenire in qualche modo sul tema per portare un contributo che, seppur modesto, potesse evitare tale evento indesiderato. E quale modo migliore se non quello di esprimerlo attraverso un aggregazione di persone, ad un movimento civico.
Il movimento Rinnovamento Civico appunto. Il termine rinnovamento, termine utilizzato non casualmente, è sinonimo di “cambiamento” ed identifica appieno lo spirito del nostro movimento. Sorge, infatti, fuori dagli schemi della politica tradizionale e trova il proprio fondamento nei bisogni e negli interessi della collettività la quale, mediante il nostro movimento, può divenire parte attiva nella gestione della cosa pubblica. Si tratta di un movimento fondato sull’aggregazionismo civico, indipendente e sganciato da qualsiasi schieramento politico o che tale possa definirsi. L’interesse della città assume valore primario. Ogni questione che esuli dagli interessi della città non ci appartiene. Pensiamo esclusivamente al nostro territorio in tutte le sue componenti economiche, sociali. Il movimento Rinnovamento Civico è composto da membri che rappresentando le diverse componenti e i diversi settori della collettività. Coinvolge professionisti, operai, studenti, casalinghe, agricoltori e imprenditori. Questa differenziazione è uno degli elementi che rende il nostro movimento poliedrico e quindi cosciente delle problematiche che insistono nei diversi strati sociali. Dobbiamo avere cura del nostro territorio ma soprattutto del futuro del nostro territorio. Come rifletteva il noto filosofo tedesco Hans Jonas ogni cittadino è onerato della responsabilità sul futuro del proprio paese. Futuro che dipende esclusivamente da noi, dalle nostre scelte. Ecco perché ciascuno di noi è deputato ad esprimere la propria idea. E chi meglio di un cittadino può rendersi conto dei bisogni della propria città. Questa deve essere una esortazione per tutti per attivarsi in tal senso. Sulla questione relativa al Tribunale di Alba si sono spese molte, forse troppe, parole senza che oggi si sia arrivati ad punto fermo. Siamo ancora lì, in bilico tra il restare e l’andare su Asti. Abbiamo visto come in ben due anni tra convegni, manifestazioni e promesse, non sappiamo ancora le sorti del nostro Tribunale. Ricordo che, stante l’interesse per questo, tema ho partecipato personalmente ai diversi incontri organizzati per discutere dell’annosa questione, e in detti incontri la partecipazione della città (intesa quali cittadini) è stata sempre assente. Ed in tale frangente ho avuto modo di udire la frase di un politico che mi ha sconvolto: ”signori presenti, potete notare come all’incontro di questa sera siano presenti solo avvocati ed altri addetti ai lavori. Vedete qualche cittadino comune? Io personalmente non ne vedo! Ed allora se questa questione non interessa ai cittadini perché dovrei farmi promotore di un inutile battaglia?”. Riflettei sul punto e mi chiesi. “Ma lo scopo di un rappresentante politico non è quello di portare avanti gli interessi della collettività anche quando la collettività stessa, per carenza di informazione o per scarso interesse diretto delle questioni civiche, non si rende conto di perdere un servizio primario?” A questo punto ho capito che era necessario fare qualcosa. Mi sono reso disponibile a collaborare con gli ufficiali giudiziari per la raccolta delle firme per la proposta di legge popolare diretta a rivedere la riforma della giustizia così come proposta. Ed è proprio in tale frangente che ho potuto percepire, mediante colloquio diretto con ciascuno, la rabbia dei cittadini i quali esprimevano i loro più profondi risentimenti verso l’apparato politico. Non solo. Ho avuto modo di capire che la cittadinanza non ha avuto una corretta informazione sugli effetti che tale spostamento comporterà anche nei loro confronti. Ecco perché, reduce da tali insegnamenti, il nostro movimento intende partire da una profonda attività informazione affinché tutti i cittadini diventino (o meglio, si riconoscano) consapevoli dell’importanza del patrimonio civico e conseguentemente si facciano promotori di iniziative volte alla sua tutela.
                                                                         dott. Andrea Ferrari

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