Alba

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giovedì 25 luglio 2013


Non mai come oggi fu imperioso il dilemma: "O rinnovarsi o morire!"
                      (G. d'Annunzio, Giovanni Episcopo)

Occuparsi della politica, e in genere del cosiddetto "interesse pubblico", è oggi impresa da matti o da eroi. Soprattutto in Italia. In un momento storico quale quello che stiamo vivendo in questi anni, infatti, l'interesse pubblico si è ridotto a interesse privato, e fare politica vuol dire troppo frequentemente "curare i propri interessi", "sistemare i propri affari". Eppure noi crediamo convintamente e quasi disperatamente, che la politica è assolutamente indispensabile in una democrazia degna di tale nome. La risposta alla crisi della politica non è né può essere la fuga dalla politica, ossia l'antipolitica, ma semplicemente la buona politica. Senza una politica, un'amministrazione cioè efficiente e soprattutto onesta, si precipita nell'anarchia, che è lo stato del "tutto contro tutti" e della legge del più forte ai danni del più debole. Senza politica non è dunque possibile né governare né tanto meno, in definitiva, vivere in una società civile. La politica è necessaria come l'acqua e come il pane. Ma serve una politica altra da quella alla quale siamo stati abituati in questi anni, che è una politica corrotta, in mano a lobby di potere e di malaffare; serve una politica nuova, concreta e pulita. Per far questo bisogna affidarsi a volti diversi dai soliti mestieranti e professionisti della politica; bisogna affidarsi alle persone oneste, che ci sono sempre state e ci sono ancora oggi, anche se non hanno avuto mai diritto di parola; bisogna affidarsi a gente seria e disinteressata a tornaconti personali; bisogna affidarsi a gente alla quale è possibile parlare senza mediazioni, guardandosi negli occhi e stringendosi la mano.
Per questo è indispensabile partire dal basso, cioè dalla cosiddetta "dimensione locale". Alle beghe e ai traffici a livello nazionale e internazionale, la dimensione locale risponde con un rapporto più diretto e più franco fra istituzioni e cittadini, e come tale degno di essere coltivato con passione e con convinzione. Questa è la sfida attuale della politica; questa è la nostra sfida.
Con un grande sogno nel cassetto: poter davvero cambiare le cose, poter contribuire -sia pure nel nostro piccolo!- a una vera rivoluzione culturale. Per realizzare magari un giorno le parole del grande Mahatma Ghandi: "Diventa il cambiamento che vuoi vedere!"

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